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Giovani promesse destinate a fine certa

“Giovani Promesse Destinate ad una Fine Certa” è un’iniziativa dell’associazione DUNCAN 3.0, che nasce dall’interesse di un gruppo di persone interessate a dar voce alle diverse forme d’arte contemporanea, unendo questo scopo a finalità sociali di valorizzazione del territorio.

DUNCAN 3.0 è un centro indipendente dedicato all’arte di ricerca e sperimentazione, che difficilmente riesce a trovare spazio in una città come Roma.

Con “Giovani Promesse Destinate ad una Fine Certa” Duncan 3.0 vuole continuare il percorso di sostegno all’arte dei giovani, fornendo ad artisti dai 20 ai 30 anni, l’opportunità di esporre e presentare le proprie opere gratuitamente. Lo scopo è quello di dare maggiore visibilità ed opportunità di riuscita professionale alle giovani promesse dell’arte contemporanea, dal teatro, alla danza, ai video-arte, alle arti visive e performance. Altro obbiettivo molto importante è quello di creare un possibile punto d’incontro tra i giovani artisti e far nascere nuove sinergie e collaborazioni, tra loro.

Il progetto, patrocinato e cofinanziato dall'assessorato alla cultura del Municipio VI di Roma, è un’opportunità oltre che per gli artisti, anche per il territorio in un’ottica di valorizzazione e promozione della cultura e dell’arte nei quartieri di Roma. La rassegna, che ha l’ambizione di divenire un appuntamento annuale, inaugurerà il 30 giugno e 1 luglio 2007, e si ripeterà il 7 e 8 luglio con nuovi artisti e nuove opere d’arte. Nella serata di inaugurazione del 30 giugno 2007 interverrà l’Assessore alla Cultura del VI Municipio Vincenzo Carpenella.


PROGRAMMA DEL 30 GIUGNO 1 LUGLIO 2007
:

Arti visive:

Rossella Fava: “Presenze – Digital Collage”
In questa serie di immagini, come nella maggior parte dei miei lavori, denuncio la realtà che mi circonda; una realtà robotizzata, deformata, decadente, scandita da spazi claustrofobici, che fagocita ogni volontà di libera espressione.
Eleonora Meregalli: “The perfect Drug - Se c’è una cosa che immorale è la banalità”
L’artista adora l'arte visiva tanto quanto la musica: le sue "perfect drugs”. In continua ricerca di visioni distorte. Vive in simbiosi con la sua macchina fotografica digitale e il suo basso elettrico.
Damiano Tullio: “Primitiva Polimaterica”
Un’arte immediata, ma che allo stesso tempo riesce in sintesi a darci una moderna, contemporanea visione delle ancestrali tradizioni dei popoli primitivi. Forti cromie, tratto netto incisivo e pulito, queste le caratteristiche che saltano all’occhio nelle opere realizzate dall’artista. Opere create con materiali riciclati, oggetti del mondo dall’uomo scartati.

Teatro:

Simone Faloppa: “Non lasciarmi solo in questo mondo di belve”
"Canto" e faccio elegia di tante appartate camerette adolescenti, impregnate di polvere, polaroid e ricordi in frantumi. all'indietro, carponi, ho deciso di dissotterrare quei diari d'inchiostro con la chiavetta, quelle agende nautiche del "non so dove" alle quali abbiamo abbandonato frenesie e fantasmi del tempo bambino

Danza:

Azzurra De Zuanni: “Inno alla vita morente”
“Solo quando accetti la precarietà della vita e abbracci la possibilità di morire in qualsiasi momento puoi considerarti un essere vivente degno di questo dono che viene piacevolmente accompagnato dal nettare divino”.

Video-Arte:

Marco Lamanna: “Ammissione”
opera video in cui l'artista ammette di avere paura. L'ossessione e la ripetitività del messaggio sono portate all'estremo dal linguaggio ridondante della comunicazione visuale .
“Videocrocifissione”
opera in cui l'autore traccia similitudini tra la figura del Cristo e quella dell'artista, entrambi martiri in nome di un ideale superiore. L'uso del loop e della discontinuità temporale immerge il racconto in una dimensione immateriale ed ossessiva
“Artista’s Suicide”
Le mie opere sopravviveranno a me stesso? Quel che resta dell'arte è solo l'immagine che la riproduce
Azzurra De Zuanni: “Acquasanta”
L’acqua come fonte di vita e generatrice di molteplici danze emozionali. Elemento di purificazione a volte estremamente violenta e passionale.
“Divinemembra”
Un viaggio tra carne umana ed emozioni animali per raggiungere uno stato di perfetto oblio dal quale si genera l’eternità divina. Un processo di totale spersonalizzazione per poi racchiudere il tutto… è semplicemente essere.

PROGRAMMA DEL 7 E 8 LUGLIO 2007

Arti visive:

Mauro Santucci:“The Surrender” (serie di 5 foto)
Fotografia analogica, stampa su telo bandiera. 50x70cm. Se il paradiso è un assaggio di eternità in un attimo di realtà, allora l'inferno è un eternità di perdita in un attimo di realtà.. ( Tony Bentley )

Performance:

Compagnia Denoma:“Santa Barbara”
Santa Barbara, protettrice di minatori, prende spunto dalla permanenza di Giulio Marzaioli presso un cantiere. Nel corso dello studio per l’allestimento definitivo, si sono fermate nella mente di Romina De Novellis tre “visioni” in veste di installazione-performance: tre quadri in movimento.

Teatro:

AKR – collettivo libero multimediale: “Antigone 01” (spettacolo multimediale)
La Tragedia di fronte a se stessa. La tragedia al giorno d'oggi: il teatro-danza e Antigone ed Ismene, il loro rapporto e le loro singolari solitudini. Sullo sfondo, l'arte digitale (proiezioni e live electronics) per una narrazione parallela (Eteocle e Polinice). La tragedia di fronte alla possibilità di scegliere. La Tragedia senza Morale.

Danza:

Daniela Ruggiero: “Due x Due”
L'equilibrio, la leggerezza degli arti, la levità del gesto, il peso inconsistente, la compattezza armonica del corpo, intangibile, impalpabile è un modo per evocare quell'assenza di materia, quell'entità che può rendere la danza stessa un paradosso, il paradosso del corpo con il quale si sfidano le leggi sulla gravità dei pesi.

Video – Arte:

LSB_art (Luca Saverio Beolchi): “Surface Intolerance II” e “Joint”
Suggestioni visuali dove le immagini sono pura irrazionalità, empatia con lo scorrere del flusso in eterno divenire, istinto. L'assoluto colto con lo sguardo, il grido soffocato della coscienza che prende coscienza di essere coscienza. Concentrici cerchi di associazioni compulsive che non trovano spiegazione attraverso il linguaggio, ma oscillano come vibrazioni dionisiache; al ritmo di altrettante suggestioni sonore, portatrici implicite di identità urbane rarefatte, contaminate da traffico, inquinamento, frenesia e spirito tragico. Poesie strappate alla carta, evocate in immagine, lasciate sospese tra video e osservatore.

AKR – collettivo libero multimediale: “Ombra”(corto-performance)
Quando l'occhio distaccato della telecamera pone la Storia di fronte ai suoi protagonisti, cosa rimane da dire?
“Maizun” (corto teatrale)
Corto teatrale liberamete tratto da "Le lettere della follia" di Antonin Artaud.


Per maggiori info:
Associazione Culturale Duncan 3.0
via Anassimandro n.15 00176 Roma
tel. 0627858023
segreteria@duncantrepuntozero.it
www.duncantrepuntozero.it


Date
30 giugno 2007
1 luglio 2007
Presso
Via Anassimandro 15 Roma [ ]



::Alcune opere esposte

DigitalHuman#01
DigitalHuman#01

DigitalHuman#02
DigitalHuman#02

DigitalHuman#03
DigitalHuman#03

claustrofobia
claustrofobia

 

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