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::: Dolore Sofferenza Paura: parlando con Luigi Latino

Dolore Sofferenza Paura: parlando con Luigi Latino

Luigi Latino è iscritto come me al portale equilibriarte.org e qualche giorno fa mi ha mandato questo messaggio...

Ho deciso di trascriverlo qui perchè grazie a lui ho avuto modo di mettere per iscritto alcune cose che per me sono scontate ma che possono servire a chi non mi conosce per capire meglio il mio lavoro...

LL: nelle tue varie espessioni artistiche,emerge chiaramente,la rappresentazione del dolore,della sofferenza,della paura.sei molto sensibile alle sofferenze umane,oppure il tuo è un impegno politicoculturale. [...] ti ringrazio comunque per quello che fai.ciao

RF: [...] questo e un argomento un po lungo [...] posso dirti che mi fa molto piacere che qualcuno si preoccupi di capire perche qualcun altro si dia tanto da fare per imbrattare di sangue tutte le sue tele... e per questo sono io a dover ringraziare te... per quanto riguarda piu nello specifico la tua domanda invece posso risponderti che e un po tutte e due le cose... ovvero: sono molto sensibile alle sofferenze, non necessariamente quelle umane e cerco di impostare la mia vita in modo da procurane il meno possibile o da lenirne quante piu ne ho facolta... cercando comunque di fare una vita normale... [voglio dire, non sono suora o adepta di qualche strana congrega... ] e questo mi porta spesso a scontrarmi con chi non si preoccupa di questi aspetti... in piu sono piuttosto critica sull'uso della violenza fatto dai mass media... film telegiornali e internet ci propinano ormai sangue morte distruzione senza alcun genere di filtro [e questo potrebbe essere un bene] ma anche senza dar loro il giusto peso [e questo ci crea una sorta di assuefazione alla crudelta] queste riflessioni mi hanno portato ad esasperare la situazione.. a dipingere ferite putride e indefinite [non associate a corpi umani o animali, a razze o motivazioni] per cercare di far riflettere su quanto puo essere universale la sofferenza... e perche no... per far riflettere sul fatto che forse un giorno tutto questo potrebbe anche succedere a noi... sicuramente un impegno un po' utopico... ma anche solo riuscire strappare un secondo di riflessione potrebbe essere un traguardo... [...]

LL: sono daccordo con te su tutto,sopratutto sul fatto che non cè bisogno di essere credenti in qualche dio per avere orrore delle violenze che ogni giorno vengono perpetrate.purtroppo è passata alla grande la cultura della violenza,infondo siamo ancora nella giungla,anche se ci riempiamo la bocca di progresso e viviltà.mi ha fatto molto piacere quello che hai scritto,ormai certe cose è talmente difficile sentirle,che quando succede,non sembra vero.io sinceramente non dipingo per fare dei bei quadri,ma per denunciare il mio stato d'animo,dibattuto tra la denuncia di questa realtà di m.... e la fuga.comunque è stato un piacere ti ringrazio per quello che hai scritto e per le opere che hai fatto,per me fare arte è fare quello che fai tu. [...]

LL: [...] tengo a farti sapere che per me l'arte è un supporto o una sostituzione del linguaggio, la funzione dell'arte oggi più che mai deve avere il compito di denuncia e controinformazione, visto la realtà che viviamo - tutti allineati e coperti - a difendere quello che non c'è. riprodurre quello che già esiste, oggi si può fare in tanti modi più efficaci.la difficoltà invece stà nel tirar fuori il malessere che è in ciascuno di noi, ed usare la pittura come linguaggio universale, per chi vuol capire. il resto, cioè fare un bel quadro per un salotto, o dipingere un bel paesaggio è solo diletto, che lo faccia chi ne sente il bisogno. [...]

RF: [...] mi piacerebbe che quello che stai dicendo a me in forma privata fosse di dominio pubblico... perché trovo che siano cose davvero interessanti e che possano far scaturire parecchie riflessioni... concordo con te sul fatto che l'arte debba necessariamente trasmettere significati e non soltanto estetica... magari confrontandosi con la realtà socio-politica o personale. Un quandro senza messaggio, a parer mio è un opera hobbistica, il lavoro di un artigiano [senza voler nulla togliere alla bravura degli artigiano], un involucro [qualcuno oggi lo chiamerebbe packaging] vuoto. [...]

l'immagine pubblicata e la foto di un suo lavoro: "Tortura" le sofferenze umane fisiche e mentali [cm99x101 anno2003]



2007-02-19 11:22:20

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